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Longi

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Il paese di Longi è Incastonato tra il versante orientale delle rocche del Crasto ed il torrente Fitalia, ad un’altezza di 620 m s.l.m..

Grazie ad un’ampia estensione longitudinale che va dai 250 m del torrente di Longi ai 1.670 m s.l.m. di Serra Lupo (versante sud-orientale di Monte Soro), offre una straordinaria modulazione di ambienti diversificati, in grado di favorire una spiccata varietà botanica e faunistica, collocandosi tra i paesi più interessanti del Parco dei Nebrodi.

II paesaggio è dominato dalle rocche del Crasto, formazioni rocciose di natura calcarea di rilevante importanza geologica, ove nidificano varie specie di rapaci e predatori.

Il territorio longese si estende per 4.212 ettari, dei quali quasi 3.500 ricadenti all’interno del Parco dei Nebrodi. Confina a nord con i comuni di Frazzanò e San Marco d’Alunzio, a nord-est con il comune di San Salvatore di Fitalia, a est con il comune di Galati Mamertino, a sud-ovest con i comuni di Tortorici e Bronte, a sud con il comune di Cesarò, ed a ovest con il comune di Alcara Li Fusi.

Alcune stratificazioni rocciose rilevate lungo la provinciale 157 Longi-Frazzanò sono considerate uniche nel loro genere in Europa. Di fatto, all’interno delle stesse sono stati effettuati i ritrovamenti di oltre 60 specie di molluschi diversi, avvalorando la tesi che vede la Sicilia in epoche remote sommersa dal mare.

Grande attrattiva è data dalle zone boschive e dalle campagne limitrofe, per la ricchezza e la varietà di funghi presenti (porcini, ovoli, prataioli, etc.), che ne fanno mete predilette di cercatori ed appassionati. Anche la fauna del territorio è ricca di specie assai rare come l’aquila reale, oltre che di conigli, lepri, scoiattoli, volpi, etc. Il suo patrono è San Leone.

Storia di Longi

Per quanto concerne la sua origine esistono diverse tesi, tra le quali, una delle più accreditate, la vede fondata intorno alla metà del IX secolo dagli abitanti scampati alla distruzione di una città di origine greca di nome Krastos, incastonata nelle pendici dell’omonimo massiccio montuoso, nei pressi delle attuali rocche del Crasto.

I primi insediamenti potrebbero risalire all’epoca dei greci, data la vicinanza ad alcune località dal nome greco come: Gazzana, Muely, Scafi, Scinà, Scagliò e Passo Zita. Il piccolo agglomerato vide accrescere il proprio sviluppo intorno al castello-fortezza edificato intorno al XII secolo.

Il nome assunto allora dalla comunità, Castrum Longum, derivò dal particolare allungamento che le mura della fortificazione presentavano.

I primi documenti storici certi risalgono al 1138, e trattano di un atto riguardante il cenobio basiliano di San Filippo di Fragalà, al quale i normanni avevano assegnato il controllo materiale e spirituale di un ampio territorio. Dal secolo XI, sotto il controllo dei normanni, Longi diviene un centro di notevole importanza dal punto di vista economico, culturale e religioso.

Il paese, di fatto, svolgeva un importante ruolo nella scacchiera difensiva della zona, che faceva capo alla vicina città di Demenna. Dopo i Vespri del 1282, venne incoronato Re di Sicilia Pietro d’Aragona (genero di Re Manfredi di Svevia), nato nel 1232 da Bianca di Lancia e nipote di Federico di Lancia, in quell’epoca Signore di Longi.

Anche dal punto di vista religioso Longi era legato ai centri circostanti: infatti qui, come nei dintorni, vi era un convento basiliano unitamente alla Chiesa dell’Annunziata. I due edifici vennero completamente distrutti da una frana staccatasi a monte del centro abitato, il 15 marzo del 1851.

Anche la chiesa del SS.mo Salvatore fu distrutta ad esclusione del campanile. Nel 1234 il centro abitato di Longi divenne baronia dei Lancia (o Lanza), nobile famiglia di origine piemontese imparentata con Federico II di Svevia, la quale eserciterà il proprio dominio per oltre quattro secoli, fino al 1659, anno in cui subentrerà la baronia di Silvestro di Napoli, che rimarrà sino al 1829. Dal 1829 divenne possedimento dei duchi d’Ossada, che rimasero Signori di Longi fino al 1965.

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